Orfani di padre

Autore: Michele Gabbanelli
Edito da PeQuod
2007

Orfani di padre Autore:Michele Gabbanelli Edito da PeQuod 2007

Orfani di padre
Autore:Michele Gabbanelli
Edito da PeQuod
2007

NOTE (dell’autore)

È un libro scomodo, questo, perché stuzzica un nervo scoperto, immerso da secoli nell’ipocrita dottrina dei benpensanti. Un libro che però lascia sbocciare,col suo stile secco e asciutto, le gemme musicali e non, che Nicoletta Strambelli ci ha regalato. ‘Quando ti avevo in grembo avevo gli occhi aperti solo sulle cose belle’, dichiara a Danilo sua madre nel libro, consapevole dell’omosessualità del figlio ancora prima di lui. Come, in una vecchia intervista, mamma Bruna a Nicoletta(Patty Pravo), quasi anticipandone la splendida carriera.

Cosa c’entrano Patty Pravo e le sue canzoni con un libro di storie (vere) sui rapporti genitori-figli? TANTO se fu la Signora a dare le chiavi di casa alla prima generazione di ribelli e SE PERDO TE , come si sussurra, è una dichiarazione a chi le insegnò a voler bene. Ma OLTRE L’EDEN dei rimandi e delle assonanze a noti pezzi praveschi (per tutti, la LOVE LETTERS del secondo capitolo, o il PENSIERO STUPENDO dell’equivoco attorno a cui ruota l’agrodolce epilogo del  finale), il lettore attento si immerge sotto la FORMA MATERIALE del testo scritto per esplorare la rete ambigua e scomoda che lo avviluppa ancestralmente al padre, sussurandogli complice ALL’INFERNO INSIEME A TE.

Questo libro, qualunque cosa esso sia (concept-book? romanzo a tesi? tragicommedia umana?), ribadisce il dilemma che alla figura del padre è ovunque e da sempre sotteso. Ettore torna dalla battaglia e, dimenticate le armi indosso, spaventa il figlio: c’è già nei versi di Omero l’inadeguatezza di ogni uomo al ruolo di padre. Un ruolo che lo vuole spietato vincitore all’esterno, ma tenero e pio in casa. Chi è capace, oggi come allora, di calarvisi e innaturalmente vivere sull’equilibrio di un paradosso? Ecco dunque che l’uomo si fa maschio ‘empio’ (Achille) o cede all’arrendevolezza delle mura domestiche (Paride): si spoglia in ogni caso del proprio ruolo sociale, scaraventando la prole in una spirale di Eterni Ritorni. Prima che orfani di un padre morto perciò, sono oggetto di un’istintiva rinuncia i personaggi che, di un’umanità trasversale (uomini e donne, adulti e bambini, etero e omosessuali, ebrei e gentili), popolano il libro. E scardinando clichés abusati, testimoniano di come proprio la fame di padre allontani chi a soddisfare quella fame è chiamato e non viceversa. Di chi è figlio quindi, di chi lo è stato e di chi lo sarà questo libro racconta. Di chi, senza padre, se lo è dovuto dare. E di chi, di là dello specchio, fa cenno d’assenso, ma poi ritira la mano. Perché se ‘il Figlio e il Padre sono una cosa sola’, è pur vero che ‘il genere umano non può sopportare troppa realtà’.